martedì 25 gennaio 2022

Monte di Mezzocorona


 

dislivello 660 m
Ale

Il passaggio dell'orso

Kevin, studente metropolitano svogliato e tecnologico e Viola, aspirante naturalista che vive in campagna, si ritrovano al Parco Nazionale d'Abruzzo per lavorare come volontari insieme al guardaparco Sandro. La loro storia si intreccia con quella di un giovane orso rimasto orfano che, senza la guida della madre, non riesce a cavarsela da solo nella foresta. Un bracconiere, che sembra essere sempre un passo avanti ai due ragazzi, gli dà la caccia, e l'orso si ritrova a giocare con il fuoco... Perché il Parco è terreno d'affari per molti, e qualcuno sta tramando nell'ombra per sterminare gli ultimi, preziosissimi esemplari di orso marsicano. Il più antico Parco italiano diventa teatro di un legame indelebile tra un ragazzo e un cucciolo d'orso. Un grande esordio nella narrativa d'avventura per ragazzi, il racconto di un viaggio emozionante alla scoperta della natura e delle sue meraviglie

sabato 22 gennaio 2022

This is going to hurt

Welcome to 97-hour weeks. Welcome to life and death decisions. Welcome to a constant tsunami of bodily fluids. Welcome to earning less than the hospital parking meter. Wave goodbye to your friends and relationships. Welcome to the life of a junior doctor. Scribbled in secret after endless days, sleepless nights and missed weekends, comedian and former junior doctor Adam Kay's This Is Going to Hurt provides a no-holds-barred account of his time on the NHS front line (with a foreword attempting to explain the National Health Service to a non-UK audience). Hilarious, horrifying and heartbreaking by turns, this is everything you wanted to know--and more than a few things you didn't--about life on and off the hospital ward. And yes, it may leave a scar. 

mercoledì 19 gennaio 2022

A villa piccola


 
km 15 - dislivello 300 m
Ale

Visione verticale. La grande avventura dell'alpinismo

L'apparente insensatezza di esporsi ad avventure che mettono a rischio la propria vita e l'impossibilità a resistere all'ignoto, le difficoltà e la brutalità della natura e i propri e umanissimi fantasmi: è il mistero e il fascino dell'alpinismo. Perché scalare? Perché mettere a rischio la propria vita? E farlo facendo ricorso a ogni mezzo o seguendo un'etica rigorosa? Nel corso di quasi due secoli e mezzo di vita, l'alpinismo ha subito innumerevoli rivoluzioni. Non solo e non tanto delle tecniche e degli strumenti, quanto piuttosto della sua stessa etica, delle "visioni verticali" che l'hanno attraversato. C'è stato un alpinismo esplorativo, legato a una dimensione scientifica e conoscitiva; uno romantico, fondato sul confronto a "mani nude" con la roccia; uno eroico, tutto teso alla ricerca della difficoltà estrema; fino alle forme commerciali e sportive che stiamo vivendo. Ognuna di queste "visioni" ha costruito una sua dimensione morale, su ciò che era lecito e ciò che non lo era, su come si "doveva" andare in montagna e sul perché lo si faceva. I grandi campioni, da Preuss a Bonatti, da Messner a Honnold, sono stati e sono anche portatori di una prospettiva che ha influenzato e condizionato migliaia di appassionati che ne hanno seguito gesta e fallimenti. A differenza di ogni altro sport, la "prima" invernale della parete nord del Cervino, la "prima" in solitaria senza ossigeno di un 8000 in Himalaya, il free solo sul granito della Yosemite Valley sono imprese che hanno scatenato dibattiti infiniti e ci interrogano ogni volta. Sono visioni che pongono domande sul senso stesso della nostra vita.