lunedì 23 gennaio 2017

Quaresima rosso sangue

Stefano Castellani, un giornalista fiorentino trapiantato a Trento, appassionato dello scrittore latino Petronio Arbitro, nutre l'ambizione di completarne il Satyricon, ma l'avventura nella quale rimarrà coinvolto sarà tutta un'altra storia. In un Trentino insolito ma ambiguamente quotidiano, si sviluppa una trama, dove sullo sfondo della splendida arte sacra locale, una serie di omicidi orrendi irrompe tragicamente in una tranquilla comunità di provincia. In uno scenario che si fa sempre più oscuro, un'affascinante ispettrice di polizia e il giornalista si porranno ognuno per proprio conto sulle tracce degli assassini.

sabato 21 gennaio 2017

Pfoner Kreuzjochl


 Grunbergalm dall'alto
 Le due cime salite ieri
 Durante la salita
L'anticima di Pfoner Kreuzjochl
 Quasi in vetta


 Mattia
 Polverone
 Davide
 Egon
 Egon
 Uno dei canali dopo il nostro passaggio
...e un altro sceso da me e Giovanni

Pfoner Kreuzjochl - BS - dislivello 1300 m . Alpi austriache
Ale, Davide, Egon, Giovanni, Mattia, Mirco

Secondo giorno di GODURIA in Navistal!!! Oggi ci saran stati più di 300 skialpers in zona quindi difficile sarà, nei prossimi giorni, trovare ancora terreno vergine...almeno a sud.

venerdì 20 gennaio 2017

Grafmartspitze e Grunbergspitze


 Durante la salita
 Grunbergalm
Ochsner Hutte
Poco sopra l'Ochsner Hutte
 Mattia durante la salita
  In vetta alla Grafmartspitze verso la Grunbergspitze
 Salendo alla Grunbergspitze
 Mattia in vetta alla Grunbergspitze
 Max
 Da mesi aspettavo il momento di lasciare la firma su un pendio
  Max
 Ripellata per andare a caccia di pendii completamente vergini
Lorenzo
 Io
Io nella polvere
Mattia

Max
Max
 Navis - particolare di casa
 La chiesa di Navis


Grafmartspitze e Grunbergspitze - MS - dislivello 1400 m - Alpi austriache
Ale, Lorenzo, Massimo, Mattia

Le informazioni davano per ottima la Navistal, subito al di là del passo del Brennero, con una discreta coltre nevosa e soprattutto con polvere fantasmagorica...effettivamente è stato così e, dopo mesi e mesi di digiuno, strafogarsi di polvere è stato a dir poco libidinoso. Oggi poca gente in giro con gli sci ma, domani, complice il tam tam sociomediatico, prevedo una gran ressa di skialpers.

lunedì 16 gennaio 2017

Il potere invisibile della visualizzazione

Genevieve Behrend condivide la storia delle sue esperienze grazie alle quali ha scoperto che con la visualizzazione, insieme alla meditazione e a una profonda fede nell'abbondanza e nella generosità dell'universo, riusciamo a ottenere risultati che crediamo impossibili. Utilizzando quotidianamente gli insegnamenti appresi da Thomas Troward, fondatore della "Scienza della Mente", è riuscita a crearsi una vita molto più soddisfacente, coronando anche il suo sogno più grande di diventare la sua brillante e unica allieva.

"Pensare che possedere più cose, non ha importanza di quale genere, possa portare soddisfazione o felicità è un equivoco perchè
nessuna persona, luogo o cosa possono darti la felicità. 
Possono darti un motivo per essere felice o un sentimento di soddisfazione,
 ma la Gioia di Vivere viene da dentro di noi."

Fiabe islandesi

Terra di miti e leggende che sembrano riecheggiare ancora nei suoi paesaggi lunari, l’Islanda ha dato voce alla sua creatività anche in un originale patrimonio di fiabe, qui raccolte in un’antologia inedita. Un mondo di castelli stregati, lotte in sella ai draghi e viaggi per mare con le barche di pietra dei troll, popolato da bellissime regine che si rivelano orchesse, elfi dispettosi che è bene farsi amici, giganti a tre teste che escono dalle grotte di lava, e una natura «vivente» piena di misteri, dove ogni roccia, animale o corso d’acqua può nascondere un’insidia o una presenza fatata. Storie che raccontano l’eterna lotta tra il bene e il male a colpi di magie, metamorfosi e prove di astuzia e di coraggio, ma anche l’origine di un proverbio o di un’antica credenza che fonde il sacro e il pagano, come quella degli elfi, i «figli sporchi» che Eva non è riuscita a lavare prima di una visita di Dio e che da allora dimorano negli anfratti rifuggendo ogni sguardo umano. Storie in cui i motivi di Biancaneve o della Bella addormentata hanno risvolti per noi inaspettati, e se la giustizia trionfa sempre come vuole la tradizione, punendo i malvagi e dando felicità e ricchezza ai probi, ogni fiaba ci sorprende con uno humour irriverente, un’inedita sensualità o una crudezza che ricorda le saghe. Pagina dopo pagina ci avviciniamo all’anima di un popolo che nelle solitudini boreali ha sempre viaggiato con la parola, l’immaginazione, la poesia.

venerdì 13 gennaio 2017

In quei giorni di tempesta

I demoni si sono risvegliati, questo dicono gli inuit quando arriva una tempesta, e alla Casa Rossa, l'albergo che da anni Robert Peroni gestisce in Groenlandia, ci si prepara allo scatenarsi degli elementi. Bisogna fare in fretta, mettere tutto in sicurezza, perché dal mare già sale verso l'altopiano il "vento delle donne". Poi seguirà un istante fuori dal tempo, di cielo limpidissimo e calma immobile, che preannuncia lo scatenarsi del piterak, il "vento degli uomini", che soffia gelido e sferzante a oltre cento chilometri orari per giorni interi. Ed è proprio durante una di queste fortissime tempeste che gli amici di Robert, bloccati nella Casa Rossa, si mettono a raccontare un mondo che se ne è andato, il loro: da Gideon, lo scultore cresciuto da un famoso sciamano, a Viggo, che ha vissuto i giorni drammatici della tempesta del secolo, ad Anda, "trasferito" ancora bambino a Copenaghen per essere rieducato. Queste e altre storie, evocative e commoventi, brutali e straordinarie, si intrecciano mentre fuori i cani ululano e i corvi cercano rifugio. Ma nel corso delle ore si scopre che la vera violenza non è quella della natura che imperversa oltre il vetro delle finestre, bensì quella degli uomini che, convinti di portare la "civiltà", non hanno esitato a strappare un popolo alla sua storia millenaria. In questo libro, Robert Peroni dà voce ai protagonisti delle sue storie, sulle tracce di un popolo che ha resistito alla durezza del clima ma ha finito per soccombere all'arrivo della modernità.

I colori del ghiaccio

Qual è il momento della nostra vita di cui serbiamo per sempre il ricordo? Può essere stato un viaggio, l'incontro con una persona o un'emozione fugace: con la mente continuiamo a tornarci e ci portiamo dentro la nostalgia di quell'attimo. Robert Peroni ci racconta il suo: nel 1983 ha deciso con due compagni di attraversare da parte a parte l'altopiano groenlandese. Un'impresa folle e coraggiosa: tre uomini soli, senza possibilità di comunicare, che trascinavano slitte di più di un quintale, in una regione deserta e in gran parte inesplorata, dove neanche gli animali riescono a sopravvivere. Eppure, in quei tre mesi vissuti ai limiti delle forze, in cui ha "perso e vinto tutto", Robert è entrato in comunione con la neve, ha imparato a riconoscerne le sfumature, a leggere i riflessi del ghiaccio e il cielo. Si è fuso in quel paesaggio immacolato e lì, nudo di fronte a se stesso, ha trovato il proprio senso di appartenenza, tanto che al ritorno non ha più saputo adattarsi a una vita normale e si è trasferito in Groenlandia. Oggi, a trent'anni di distanza, ripercorre l'avventura che ha dato una nuova direzione alla sua vita, e ci racconta cosa ha scoperto: un popolo, gli inuit, che sa accettare la morte e la felicità con semplice saggezza; uomini come Tobias, il cacciatore, e Anda, il suonatore di tamburi, che hanno imparato a vivere nelle case, ma sentono ancora il richiamo degli spazi infiniti dei loro antenati nomadi; e l'incanto di una terra, bella e insidiosa quanto i ghiacci che le danno forma.