venerdì 8 febbraio 2019

Pizzo Alto

 Brenta all'alba
 Gronlait e Mut all'alba
 Le prime luci poco sotto la cima del Pizzo Alto
 Inzia la discesa con la Valsuagan sullo sfondo


Pizzo Alto - BS - dislivello 750 m - Lagorai occidentale
Ale&Roberto

giovedì 7 febbraio 2019

Cima di Terra Bianca


 Rujoch all'alba
 Cima di Terra Bianca e cima Cavè
 Nella spianata sotto l'Hoamonder verso cima 7 Selle e il Sasso Rotto
 Durante la salita
Andrea verso cima 7 Selle, Sasso Rotto e Sasso Rosso
 E siamo ben a 2 cima salite in questa stagione :/
 Scendendo verso sud

Discesa da forcella cavè

Cima di Terra Bianca- BS - dislivello 800 m - Lagorai occidentale
Ale&Andrea

venerdì 1 febbraio 2019

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa

Da una conchiglia che un bambino raccoglie su una spiaggia cilena, a sud, molto a sud del mondo, una voce si leva, carica di memorie e di saggezza. È la voce della balena bianca, l’animale mitico che per decenni ha presidiato le acque che separano la costa da un’isola sacra per la gente nativa di quel luogo, la Gente del Mare. Il capodoglio color della luna, la creatura più grande di tutto l’oceano, ha conosciuto l’immensa solitudine e l’immensa profondità degli abissi, e ha dedicato la sua vita a svolgere con fedeltà il compito che gli è stato affidato da un capodoglio più anziano: un compito misterioso e cruciale, frutto di un patto che lega da tempo immemore le balene e la Gente del Mare. Per onorarlo, la grande balena bianca ha dovuto proteggere quel tratto di mare da altri uomini, i forestieri che con le loro navi vengono a portare via ogni cosa anche senza averne bisogno, senza riconoscenza e senza rispetto. Sono stati loro, i balenieri, a raccontare finora la storia della temutissima balena bianca, ma è venuto il momento che sia lei a prendere la parola e a far giungere fino a noi la sua voce antica come l’idioma del mare.

mercoledì 23 gennaio 2019

Monte Corona: che freddo!!!



 Sul ripido sentiero che da Ville sale sul monte Corona
 In vetta


km 5,3 - dislivello 250 m
Ale&Erika

Breve giretto mattutino che a causa del freddo è diventato ancora più corto!

lunedì 21 gennaio 2019

Alba in Bondone



 Dolomiti di Brenta
Gruppo Adamello

dislivello 400 m
Ale&Roberto

Oggi dislivello dimezzato perché con l'eclissi abbiamo preferito concentrarci sull'aspetto fotografico rispetto a quello motorio. Gran bell'inizio di giornata.

VVF


Ale
dislivello 600 m

venerdì 18 gennaio 2019

Al cason


dislivello 400 m
Ale

Rien ne va plus

"Rien ne va plus" prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, "Fate il vostro gioco"; le indagini sull'omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l'arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l'assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l'incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l'autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.

Burrone di Mezzocorona



Erika nella parte incassata del percorso

dislivello 750m
Ale&Erika

martedì 15 gennaio 2019

Al lago Santo passando da Ponciach


La forestale che da Sach porta al lago Santo

km 41 - dislivello 1200 m
Ale

Oggi sicuramente un po' più freddo di ieri! Nei tratti all'ombra avrei preferito dei guanti un po' più pesanti e anche a causa di ciò mi sono fermato solo una volta per fare una foto. Forse tra qualche giorno nevica...forse sigh!

lunedì 14 gennaio 2019

Prima pedalata dell'anno



Pian della Cros lungo la strada per Faedo Pineta

dislivello 900 - km 27
Ale

Dopo quasi due settimane tappato in casa per colpa dell'influenza mia e del piccolo era ora di ricominciare a fare qualcosa e dato che di neve per ora nemmeno l'ombra ho optato per un giro nei boschi con la mountain bike. Freddo contenuto e poco ghiaccio lungo strade e sentieri.

Bondone nella bufera



dislivello 800 m
Ale&Andrea

Le previsioni stamattina hanno toppato così già alla partenza abbiamo iniziato a vedere i primi fiocchi di neve cadere e da Vason in su è stata bufera di vento e neve. Bello perchè dopo più di 10 giorni con gli sci è stato un toccasana, un po' meno bello rientrare a Trento e vedersi all'improvviso il Bondone libero da nuvole e baciato dal sole.

domenica 13 gennaio 2019

La ragazza con la Leica

Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile. 

Da anni non facevo così fatica a leggere un libro e non riesco a capire come mai abbia vinto il premio Strega. Lento, macchinoso e con annedoti scollegati l'uno dall'altro. Dovessi leggere un libro simile credo smetterei di leggere per sempre. Mi consola un po' il fatto che sul web ho trovato varie recensioni che sposano la mia idea. Peccato perchè, forse, la storia di Gerda Taro potrebbe anche essere interessante se vista da un'altra prospettiva.

giovedì 10 gennaio 2019

La via incantata

Perché fuggiamo dalla civiltà per scegliere la solitudine, la semplicità di una vita nei boschi o fra le montagne? È a questa domanda che vuole dare risposta Marco Albino Ferrari mettendosi in ascolto del suo desiderio per i grandi spazi naturali, per un silenzio lontanissimo dal nostro tempo. L'avventura che vive e racconta in queste pagine cariche di emozione si svolge a pochi passi dalle nostre città, in Val Grande, fra Piemonte e lago Maggiore, luogo insidioso, ostile, popolato dai fantasmi di una società pastorale svanita fra rocce e tronchi. Sul Sentiero Bove - prima alta via storica d'Italia dedicata all'esploratore Giacomo Bove -, l'autore muove i suoi passi e la sua narrazione: un'escursione impegnativa e ormai quasi dimenticata in un teatro della "potenza della natura che si riprende ogni cosa". Come Bove durante le sue esplorazioni, bloccato nello stesso biancore artico che aveva ossessionato Edgar Allan Poe, Ferrari nella natura selvaggia cerca l'ignoto, la paura di smarrirsi e la nostalgia di quel timore una volta recuperata la sicurezza. E ricostruendo la vicenda di Bove (morto suicida a 35 anni) l'autore incrocia figure inattese: Emilio Salgari, il comandante Nordenskiöld, Edmondo De Amicis, il naturalista Mario Pavan. Storie di isolamento, di una prigionia degli elementi che fanno riscoprire una libertà più profonda, perché "sulla via incantata si basta a sé stessi".

lunedì 7 gennaio 2019

Darkest Fear

Life isn't going well for Myron Bolitar. His business is struggling, and his father, recently recovered from a heart attack, is facing his own mortality - and forcing Myron to face it too. Then Emily Downing, Myron's college sweetheart, reappears in his life with devastating news: her thirteen-year-old son Jeremy is gravely ill and can be saved only by a bone-marrow transplant - from a donor who has vanished without trace.Before Myron can absorb this revelation, Emily hits him with an even bigger shocker: Jeremy is Myron's son, conceived the night before Emily's wedding to another man. Staggered by the news, Myron plunges into a search for the missing donor. But for Myron, finding the only person who can save the boy's life means cracking open a mystery that involves a broken family, a brutal kidnapping spree, and a cat-and-mouse game between an ambitious reporter and the FBI.

sabato 5 gennaio 2019

Il grande inverno

Quando Ernt Allbright torna dalla guerra del Vietnam è un uomo profondamente instabile. Dopo aver perso l'ennesimo posto di lavoro, prende una decisione impulsiva: trasferirsi con tutta la famiglia nella selvaggia Alaska, l'ultima frontiera americana, e cominciare una nuova vita. Sua figlia Leni, tredici anni, è nel pieno del tumulto adolescenziale: soffre per i continui litigi dei genitori e spera che questo cambiamento porti a tutti un futuro migliore. Mentre Cora, sua moglie, è pronta a fare qualsiasi cosa per l'uomo che ama, anche se questo vuol dire seguirlo in un'avventura sconosciuta. All'inizio l'Alaska sembra la risposta ai loro bisogni: in un remoto paesino, gli All¬bright si uniscono a una comunità di uomini e donne estremamente temprati, fieri di essere autosufficienti in un territorio così ostile. Però quando l'inverno avanza e il buio invade ogni cosa, il fragile stato mentale di Ernt peggiora e il delicato equilibrio della famiglia comincia a vacillare. Ora, i tanto temuti pericoli esterni – il ghiaccio, la mancanza di provviste, gli orsi – sembrano nulla in confronto alle minacce che provengono dall'interno del loro nucleo famigliare. Chiusi in un rifugio angusto, ricoperto di neve e immerso in una notte che può durare fino a diciotto ore, Leni e sua madre devono affrontare una cruda verità: sono sole. In quel luogo feroce, ai confini del mondo, non c'è nessuno che possa salvarle.

mercoledì 2 gennaio 2019

Inganno

Prima saltano in aria i monumenti. Poi i tralicci. Poi le caserme. È il crescendo di violenza che dalla fine degli anni Cinquanta investe il Sudtirolo, dove i “combattenti per la libertà” vogliono la riannessione all’Austria. Lo Stato italiano si trova per la prima volta di fronte al terrorismo. Nella piccola provincia sulle Alpi affluiscono migliaia di soldati e forze dell’ordine: ma la militarizzazione è davvero la risposta all’emergenza creata dagli attentati? Oppure obbedisce a una logica di “strategia della tensione”? La storia degli anni delle bombe sudtirolesi racconta lo scontro tra le superpotenze USA e URSS; il gioco pericoloso di gruppi neonazisti e neofascisti; le spregiudicate interferenze dei servizi segreti di diversi Paesi; una minaccia nucleare sempre più vicina e una guerra senza quartiere contro il comunismo destinata a sfuggire di mano. Inganno è un’opera intensa e corale, che tra realtà e finzione illumina trame, tragedie e mortali illusioni di una frontiera cruciale della Guerra fredda. Lilli Gruber torna a esplorare il passato della sua terra con due potenti strumenti narrativi: le voci dei testimoni con la ricostruzione dei grandi scenari, e in parallelo un’appassionante fiction. I protagonisti sono quattro antieroi moderni: Max e Peter, due ragazzi sudtirolesi tentati dalla radicalizzazione, Klara, una giovane austriaca innamorata del potere, e Umberto, un agente italiano incaricato di evitare un’escalation incontrollabile. Quattro anime perdute che con la loro parabola di passione e disinganno mettono in scena le colpe dei padri, le debolezze dei figli, le ambiguità della Storia.